KJ News

Newsletter Ufficiale del Kiwanis Junior Distretto Italia
a cura dell'Ufficio Stampa Distrettuale

Direttore Saverio Gerardis

Serving the Children of the World ™

   Anno I

03.08.2006

Numero 13  

 

UFFICIO STAMPA
KIWANIS JUNIOR DISTRETTO ITALIA

SAVERIO GERARDIS
Addetto Stampa Distrettuale

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Kiwanis Junior Club Reggio Calabria

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Kiwanis Junior Club Catania Centro

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?
Kiwanis Junior Club Agrigento

FRANCESCO CUTTONE
Kiwanis Junior Club Castelvetrano

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FABIO DI BONO
Kiwanis Junior Club Erice

SILVIA FONTANIVE
Kiwanis Junior Club Pisa

JENNY PUCCIA
Kiwanis Junior Club Noto Barocca

FORTUNATO PEREZ
Kiwanis Junior Club Catania Est

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Kiwanis Junior Club Firenze

GREGORIO DI STEFANO
Kiwanis Junior Club Acireale 2005

TIZIANA CECCARELLI
Kiwanis Junior Club Roma Michelangiolo 2005

ANNARITA LA BARBERA
Kiwanis Junior Club Locride - Bovalino

?
Kiwanis Junior Club Salerno Cor Agere

CATERINA TRIPODI
Kiwanis Junior Club RC Città Dello Stretto 2005

ALESSANDRA LEONORA
Kiwanis Junior Club Enna

LUCA PISTOIA
Kiwanis Junior Club Forte Dei Marmi

KJ News n° 13
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EDIZIONE STRAORDINARIA
"TUTTI A SCUOLA DA GIOVANNI & PAOLO" (I)

Il viaggio di Governator

Il nostro mitico Riccardo Cannavò, meglio noto come "Governator", da giorni è in Niger per l'inaugurazione della nostra scuola, la scuola che dopo tre anni di sacrifici siamo riusciti a realizzare e dedicare ai nostri Eroi vittime della mafia. Fra pochissimo tornerà in Italia, precisamente il 10 agosto, in attesa di poterlo riabbracciare e sentire dalla sua voce i racconti, le sensazioni e le emozioni di questo viaggio entusiasmante nell'Africa nera, pubblico questa prima edizione straordinaria col resoconto che quasi quotidianamente Riccardo mi ha inviato e che in tempo reale ho già pubblicato sulle pagine del Forum del Kiwanis Junior Distretto Italia. Non è stato semplice realizzare questo diario perchè il Niger è abbastanza arretrato nelle tecnologie, però grazie a sms o a postazioni internet di fortuna siamo riusciti a tenerci costantemente in contatto, e quando non ci siamo riusciti per vie dirette ci siamo avvalsi della collaborazione della cara Sabrina Munaò (KJ Peloro ME), che per ovvi motivi era sempre aggiornata su ogni istante dell'avventura di Rik.

Saverio Gerardis

Diario dal Niger

Martedì 25.07.2006
Volo Alitalia da Palermo per Roma tutto OK, puntualissimo, anzi qualche minuto in anticipo. Atterriamo a Roma alle 12:00. Dopo un lungo peregrinane per cercare i banchi dell'Air Maroc capisco che a Roma non ci sono... Così dopo un'ora d'inutili giri mi fornisce la preziosa carta d'imbarco un anonimo banco tipo "Aeroporti di Roma". Partiamo puntuali alle 13:50 e arriviamo puntualissimi alle 16:50 del Marocco cioè le 18:50 italiane. Volo tutto OK. Comincia la lunga attesa, non mi va di mangiare nulla, ma alla fine prendo un piatto di verdure lesse verso le sette, per ammazzare il tempo leggo/studio e mi faccio volentieri qualche birra. Nell'attesa ho l'occasione di intrattenere una piacevole chiacchierata di una trentina di minuti con Leo Gullotta, che si trova in zona per girare un film, è una persona veramente cordiale. Finalmente si fanno le 22:50, ma il volo ritarda il decollo di venti minuti per un problema con alcuni bagagli, partiamo dunque alle 23:10. Volo OK, ma atterraggio decisamente brutto per colpa di un temporale di prima categoria che si trova su Niamey, comunque atterriamo, cominciano le lunghe e interminabili code per i controlli della dogana, si devono fare tre file diverse: la prima per i passaporti, la seconda per le vaccinazioni e la terza per i bagagli. Finalmente finisco e all'uscita dall'aeroporto trovo Kossì (un amico di Umberto Palma di Niamey), con un foglio in mano: "Mr. Cannavò", mi da una mano col borsone e mi accompagna alla missione col furgoncino Toyota di proprietà della missione stessa. Ci diamo appuntamento per l'indomani alle 10:00. Sono l'unico viaggiatore-ospite della sera, mi sistemo in camera e poggio testa sul cuscino alle 06:30, che in Italia sono le 07:30. Sono distrutto.

Mercoledì 26.07.2006
Mi sveglio alle 09:00 ora locale e faccio una doccia, ovviamente non ho bagno né servizi in camera, ma sono in comune, è una missione non un albergo... Alle 10:00 puntuale arriva Kossì e partiamo per una lunga giornata. Per primo ci rechiamo in banca a cambiare il denaro, cambio 200 Euro e mi danno 129000 Franchi CFA, dovrebbero essere più che sufficienti. Quindi ci spostiamo alla stazione dei pullman a lunga percorrenza, facciamo il biglietto per il giorno dopo, costa 12400 Franchi CFA, quindi ci rechiamo alla sede della DHL di Niamey... E qua comincia il bello. Il dirigente ci dice che proprio questa mattina la targa è stata consegnata alla Missione Cattolica di Niamey, chiedo spiegazioni e mi dice che la Missione Cattolica di Niamey "la deve controllare" e "poi la spedirà" a sua volta alla Missione di Zinder. Chiedo spiegazioni cercando di far capire al tipo che noi abbiamo spedito dall'Italia la targa a Zinder e non si capisce perché l'abbiano consegnata a Niamey, lavandosene, di fatto, le mani. Mi accorgo che è perfettamente inutile cercare di spiegare e per tutta risposta il tipo mi presenta una bella fattura di 200 Euro (per la precisione 128000 Franchi CFA), per oneri doganali, interessi, spese, accessori, ecc. ecc... Mi rifiuto assolutamente di pagare visto che già in Italia ho sottoscritto personalmente un'impegnativa per il pagamento degli oneri doganali a carico del mittente e dico di mandare alla DHL Italia la fattura e poi si vedrà... Comincio a sentirmi preso per i fondelli... Andiamo alla Missione Cattolica di Niamey e in effetti la targa era stata consegnata poco prima, la confezione esterna è completamente strappata e anche il cartone, in alcuni punti ci sono le tavole su cui poggia la targa scoperte, speriamo non sia danneggiata anche all'interno. Parliamo con i titolari della Missione e ci portiamo la targa via, firmo una liberatoria alla Missione e mi accollo tutti i rischi del mondo. Torniamo alla stazione SNTV e facciamo un biglietto supplementare per la targa, costa 5800 Franchi CFA, lasciamo la targa in stazione e spero di trovarla sul pullman domani. Sono esausto, Niamey è veramente Africa, per intenderci quella che si vede nei documentari, si vive per terra, tutti vendono di tutto ai bordi sabbiosi delle strade e poche sono le strade asfaltate, quasi tutte sono di sabbia e anche piene di liquami che certo non saranno Ferrarelle, inoltre ci sono animali e bambini liberi dovunque che attraversano continuamente la strada e combinano un caos pazzesco, per le vie si vede di tutto: carretti, carrozzelle, biciclette, camion, trattori, mezzi artigianali spinti a mano, gente senza mani, senza gambe, ecc. ecc... Sono le 13:30 circa, mi faccio lasciare da Kossì al ristorante italiano di Niamey, si chiama "Le Pilier", che è effettivamente di proprietà di un italiano, ma che attualmente è tornato in Patria. Pranzo con insalata di pomodoro e rucola, caponata di melanzane e ravioli alla ricotta, è tutto buonissimo, sembra di stare in una delle tante trattorie di Via Etnea a Catania. Prendo anche due "Niger Beer"... Non male. Pago 8000 Franchi CFA e attendo che Kossì torni, del resto è l'unico giorno che devo pranzare da solo, se consideriamo che domani raggiungo Umberto a Zinder. Ci rimettiamo al lavoro e andiamo al consolato italiano, il Viceconsole mi riceve molto felice, è al corrente della nostra iniziativa, ma si scusa di non poter partecipare personalmente all'inaugurazione perché sta partendo per la Svizzera e tornerà a Niamey a fine settembre. Mi chiede di inviargli documentazione cartacea e informatica per allertare l'Ambasciata Italiana in Costa D'Avorio, ma solo a scopo informativo - documentativo. Mi mostra tutto il suo gradimento per la nostra iniziativa e si congratula fortemente col Kiwanis Junior Distretto Italia per averla portata a compimento, ci risentiremo. Usciamo dal consolato alle 17:00 circa e i residenti della Missione mi portano a vedere alcune "piccole" strutture di proprietà della Missione stessa, tra cui una stazione radio privata e l'internet point più veloce e affollato della città. Torniamo alla zona residenziale alle 18:50 circa e comincio a scrivere questa e-mail... tra le altre cose oggi ho visto la sede del Rotary Club di Niamey... mah! Stasera a letto presto, visto che il pullman domani parte alle 04:30 del mattino... Foto non ne ho ancora fatte, aspetto di arrivare a Zinder, oggi ho avuto da fare tutto il giorno come un matto, abbiamo attraversato la città almeno tre - quattro volte in lungo e in largo, se non ci fosse stato Kossì non avrei mai potuto fare tutte queste cose...

Giovedì 27.07.2006
Saverio, ti scrivo dall'unico internet point di Zinder, la connessione é lentissima e carissima, ho anche alcune difficoltà a muovermi da solo in città quindi non so se potrò continuare a scrivere regolarmente, ma spero di sì. Non c'é modo di allegare le foto. Sveglia alle 03:00 del mattino, sistemo le ultime cose e partiamo dalla missione evangelica alle 03:40 con Kossì. Arriviamo all'autostazione che é strapiena di gente e c'é un caldo pazzesco, si respira a stento, qua si usa chiamare l'appello dei passeggeri (tutti avevamo fatto il biglietto i giorni precedenti). Salgo sul pullman ed é decisamente molto meglio di quello che mi aspettavo, é un mezzo nuovo, comodo e con l'aria condizionata, sicuramente molto meglio dei pullman della Scionti in servizio tra Catania e Augusta, che gli studenti universitari augustani conoscono bene... Partiamo da Niamey alle 05:40. Il pullman é stracarico, per fortuna l'aria condizionata funziona bene, il viaggio é veramente lungo e stancante, quasi interminabile, arriviamo infine a Zinder alle 18:00 circa dopo diverse fermate in città intermedie dove per fortuna sono scesi alcuni passeggeri alleggerendo un po' la confusione a bordo. All'autostazione di Zinder trovo Umberto Palma e Landidì che mi aspettano, scarichiamo la targa e il mio bagaglio e partiamo in macchina direttamente alla volta della Missione per lasciare la targa, vedo per la prima volta, ma solo per un attimo, la nostra scuola, sono emozionatissimo... Lasciamo la missione e ci dirigiamo a casa di Umberto, mi sistemo e vado a fare una doccia, c'é un caldo insopportabile, ci sono dovunque dei gechi enormi "katangaré" con la coda e la testa di colore giallo... Ceniamo insieme e vado a letto letteralmente in pezzi, per fortuna il viaggio é finito, domani si comincia a fare sul serio. A voi in Italia un caro saluto, spero di rappresentarvi nel migliore dei modi, in tutte le situazioni che si prospetteranno nei prossimi giorni.

Venerdì 28.07.2006
Sveglia e colazione a casa di Umberto, si dorme male a causa del caldo terribile, inoltre alle quattro del mattino i due muezzin di due moschee vicinissime a casa nostra cominciano a chiamare i fedeli alla preghiera e fanno a gara a chi deve urlare di più... La mattina riceviamo alcune persone, che vengono a chiedere varie cose, qui c'é bisogno veramente di tutto. Usciamo di casa e mi comincio a rendere conto delle reali condizioni del luogo, Zinder é una città di duecentomila abitanti formata da case di fango seccato al sole, ovviamente esiste solo il piano terra, le strade non sono asfaltate, salvo le due o tre vie principali, e sono per lo più ricoperte di sabbia desertica, come tutto qui. La fognatura é formata da un canalone a cielo aperto che passa lungo il bordo di ogni strada e in cui ogni casa versa direttamente i propri liquami, per le strade c'é un fetore insopportabile, quando piove poi, si allaga e si mischia tutto: liquami, sabbia, spazzatura (ce ne sono enormi cumuli dovunque) e i bambini giocano nudi e scalzi per le strade, la situazione igienica é veramente critica. Alcuni giorni fa é morta una bambina adottata dall'Associazione Malam Mourna per colera fulminante, e qui questo tipo di morti ricorrono spesso, sopratutto nei più piccoli. Andiamo in ospedale per visitare alcune persone bisognose di un intervento chirurgico oculistico (che viene pagato dall'Associazione Malam Mourna), curiosamente é molto in voga da queste parti un chirurgo cinese, una semplice operazione di cataratta costa 40000 Franchi CFA, circa 60 Euro, ma non li possiede nessuno. Dopo l'ospedale ci rechiamo al centro medico-sociale per verificare le medicine occorrenti (che sono rifornite dall'Associazione Malam Mourna) e prendiamo nota. Continuiamo la mattinata con un appuntamento presso un negozio di granaglie per acquistare alcuni sacchi di riso per l'associazione dei poliomielitici/paraplegici in carrozzella. Sono presenti alcuni rappresentanti dell'associazione, sono persone che hanno perso completamente l'uso delle gambe e che camminano strisciando con le braccia, stringo la mano a tutti, ma sento una stretta fortissima al cuore, mentre scambiamo alcune parole penso che in occidente un vaccino contro la poliomielite costa tra i 20 e i 30 centesimi di Euro... Concluso l'acquisto ci rechiamo alla Missione Cattolica, dove finalmente apriamo il cassone di legno della targa, fortunatamente é arrivata tutta intera, ci mettiamo a discutere con il capo cantiere circa il posizionamento della targa sulla scuola. Fatto questo parlo con uno dei preti (il più giovane, con cui facciamo amicizia) per definire la data e i dettagli della presentazione ufficiale dei lavori che sarà domenica 30 luglio alle ore 17:00 circa, mentre durante la Santa Messa del mattino verremo ringraziati ufficialmente di fronte tutta la comunità locale. Sono orgoglioso di fare parte del Kiwanis Junior Distretto Italia e riesco a fatica a contenere l'emozione, le suore della Missione sono letteralmente impazzite dalla gioia e non fanno altro che ringraziarmi (e ringraziarci) continuamente per la realizzazione del progetto. Mi spiace solo di non aver conosciuto Suor Dolores, che, comunque, prima di partire, ha delegato ufficialmente una sorella per gestire i rapporti con noi. Penso che l'anno prossimo si debba necessariamente provvedere per inviare nuovamente un nostro rappresentante quaggiù, i lavori della scuola non sono, infatti, completamente ultimati e gli arredi sebbene siano stati regolarmente ordinati saranno consegnati a settembre, comprese le macchine per il laboratorio di falegnameria, che risultano particolarmente costose. Del resto anche noi dobbiamo inviare altri 4500 Euro per chiudere con i versamenti, mentre i 4000 inviati di recente non sono ancora arrivati, la sorella delegata controllerà il conto bancario in mattinata. Usciamo dalla Missione e torniamo a casa a piedi, camminando in mezzo a "dune" di rifiuti su cui pascolano le capre e gli altri animali domestici, mangiando qualcosa qua e là mentre i bimbi giocano spensierati... Ci sono centinaia di bambini dovunque... Tornati a casa usciamo nuovamente, ma in auto per andare al mercato. La prima cosa che salta agli occhi é una confusione indescrivibile di persone, animali (vivi e morti), frutta di tutti i tipi e ovviamente tantissimi bambini, tutti vendono qualcosa e le condizioni igieniche degli alimenti sono realmente inesistenti. Torniamo a casa e, dopo aver pranzato con risotto alla cipolla, ci prendiamo il meritato riposo pomeridiano. Alle 17:00 ci rechiamo a Karakara, ovvero al villaggio dei lebbrosi, per una festa in nostro onore. L'associazione Malam Mourna ha comprato e regalato ai lebbrosi 25 montoni adulti per essere macellati e distribuiti tra le varie famiglie, per ringraziare l'associazione il capo del villaggio (detto in lingua haussa Sarkì e lebbroso anch'egli) ci ha invitati alla cerimonia di "assaggio del sugo". La festa consiste nel cucinare una rilevante quantità di cibo per essere consumata in strada, tuttavia la cosa rilevante é che il Sarkì mangia sempre per primo e decide se il cibo é buono o meno, decide anche se e quando possono mangiare gli altri componenti del gruppo ed é l'unico che sta seduto su una sedia, mentre gli altri stanno in piedi o seduti per terra. In nostro onore egli ha mangiato il sugo preparato con i montoni regalati dall'associazione e ha detto pubblicamente che era un'ottima carne, vi assicuro che non é poco in un contesto sociale in cui questa figura decide quasi della stessa libertà delle persone a lui sottoposte. Mi colpisce la particolarità che il Sarkì parla sempre a voce molto bassa rimanendo seduto e un apposito "banditore" in piedi ripete fortissimo tutto quello che lui dice. La visita in un villaggio di lebbrosi richiede veramente tanto fegato, non si tratta certo di un villaggio turistico, ma di un luogo in cui persone combinate veramente male cercano in tutti i modi di toccarti e stringerti la mano, ovviamente molti non hanno più le mani e ti porgono un "moncone" di braccio che ancora gli rimane, aspettando che tu lo stringa in segno di amicizia, ho stretto la mano a quante più persone possibile. Terminata la festa a Karakara ci spostiamo per un altro importante appuntamento, l'Associazione Malam Mourna ha donato il riso all'associazione dei poliomielitici (come ho scritto prima), e questi ci aspettano per una piccola cerimonia di ringraziamento presso la loro sede. Alle 18:00 siamo dai poliomielitici che hanno una associazione con due laboratori: uno per lavori in ferro e uno per lavori in legno, con cui cercano di ricavare da vivere, sono delle persone veramente sfortunate, molti di loro sono deformi e hanno bisogno di qualcuno che li assista per compiere praticamente qualsiasi azione, la carrozzella rappresenta sicuramente un valido aiuto per queste persone. Consegnano una lettera di ringraziamento all'Associazione Malam Mourna e per la cerimonia della firma offro le mie spalle al Sarkì dei poliomielitici che accetta di appoggiarsi su di me per firmare. Se la visita al villaggio dei lebbrosi richiede tanto fegato qui non si scherza nemmeno... Terminiamo la giornata con una simile cerimonia presso il centro della tribù nomade e guerriera dei Bororò, a cui l'Associazione Malam Mourna ha donato alcuni sacchi di riso. L'etnia Bororò conserva ancora una grande fierezza e continua a vivere in condizione di seminomadismo, sono gli unici che girano armati delle loro meravigliose sciabole in città e uno di loro mi ha dato l'onore di posare con me per una foto. Umberto insiste nel dire che non é una cosa che capita tutti i giorni che un Bororò accetta di farsi fotografare con uno straniero. Terminata questa piccola cerimonia (con la consegna della solita lettera di ringraziamento) riprendiamo l'automobile e torniamo a casa, é stata una giornata pesante e piena di impegni. Buonanotte dal Niger.

Sabato 29.07.2006
Come al solito si dorme male, per i motivi detti ieri. Dopo colazione usciamo per vari impegni, ognuno di noi ha delle cose diversa da fare, io mi reco alla Missione per definire gli ultimi particolari circa la piccola cerimonia di consegna dei lavori che si terrà l'indomani pomeriggio. La sorella delegata mi comunica che sono arrivati sul conto di Suor Dolores i nostri 4000 Euro e mi ringrazia molto per quanto stiamo facendo. Passo tutta la mattinata alla missione per preparare un ricco servizio fotografico sulla nostra scuola, scattando decine di foto, anche ai particolari. Nel pomeriggio saranno affisse le targhe, sia quella grande, sia quella più piccola per la falegnameria. La scuola é bellissima, molto diversa da come l'avevamo vista nel filmato girato da Umberto l'anno scorso, sono veramente felice. Torniamo a casa, oggi cucino io, preparo un risotto ai piselli con una base di profumatissimo soffritto di cipolla e aglio, i commensali dicono che "sono promosso...". Dopo pranzo il solito riposino, nelle ore più calde non si può uscire nel modo più assoluto, pena sicura ustione o colpo di calore. Nel pomeriggio ci rechiamo a un matrimonio di rito evangelico, a cui sono stati invitati Umberto e Martino, per la verità si tratta solo della festa, perché la funzione religiosa é già stata celebrata di mattina, in un'altra città. Restiamo un paio d'ore alla festa, ma ovviamente rifiutiamo con cortesia qualsiasi cibo offertoci, accettiamo qualche bevanda in bottiglia sigillata. Tornati a casa alle 20:00 circa ceniamo con pane e cipolla a insalata, io ho messo anche il peperoncino in mezzo al pane. Casa nostra non é molto diversa dalle altre descritte in precedenza, vi sono alcuni confort in più, ma é necessario adattarsi, si lavora tutti, così anche i lavori di casa toccano una volta a ciascuno, si lavano i piatti, si cucina, e si fanno tulle le atre cose necessarie a turno. Dormiamo tutti e tre nella stessa stanza e anche i servizi sono in comune, per fortuna la doccia funzione bene, anche se ovviamente non c'é l'acqua calda, del resto serve a poco visto il caldo terribile che ci affligge giorno e notte. Qualche volta dentro casa si trovano piccoli animali, gechi o altro, ma non ci si fa più caso dopo le prime volte, ti addormenti sperando che non ti cada in testa, ma capita, a volte, di sentire di notte qualcosa camminarti addosso, qui é normale. Questa é l'Africa. Buonanotte Italia.

Domenica 30.07.2006
Sveglia e colazione come al solito, qui manca la corrente elettrica quattro / cinque volte al giorno e ci provoca un sacco di problemi incredibili, spesso va via per alcune ore... Alle ore 09:00 appuntamento presso la Missione Cattolica per assistere alla Santa Messa, siamo puntuali e mi presento col tesserino-distintivo da petto, quello come i senior, visto che rappresento ufficialmente la mia organizzazione, e ne vado fiero. La Messa è un vero spettacolo, canti, balli, danze tribali e musiche locali accompagnano lo svolgersi della funzione religiosa, le donne indossano delle vesti coloratissime, che formano, nel complesso, un grande arcobaleno che danza e si muove per tutta la chiesa. La funzione si svolge in lingua francese, ma la predica è tradotta anche in lingua inglese da un altro sacerdote. Poco prima della conclusione della funzione, subito dopo la comunione, il sacerdote comincia a parlare del nostro progetto, ma in francese, e non capisco nulla, se ne accorge dall'espressione del mio viso, l'altro sacerdote, il più giovane che parla anche l'inglese, prende allora la parola e comincia a ringraziarci pubblicamente per il nostro grande lavoro portato a compimento. Mentre continua il suo discorso, m’invita pubblicamente ad alzarmi in piedi (tutti gli altri sono seduti) cosicché praticamente tutta la chiesa si gira verso di me e comincia a battere fortissimo le mani e a ringraziarmi molto rumorosamente in tutte le lingue parlate da queste parti, tutti mostrano la loro approvazione e io, vergognatissimo ma felicissimo e onorato di avere sul petto il distintivo Kiwanis Junior Distretto Italia rimango in piedi a prendermi applausi per alcuni minuti, il cuore mi va a mille all'ora e non tardano molto a fare capolino le lacrime sui miei occhi, è una sensazione cosi forte che mi auguro possiate provarla presto tutti voi. Non riusciamo a riprendere la scena perchè siamo tutti impreparati, nemmeno Umberto si aspettava un "ringraziamento" di questa portata. Terminata la funzione ringrazio il giovane sacerdote per la gratitudine mostrataci, facciamo subito amicizia (abbiamo la stessa età), si chiama Wilfred, appuntamento alle 16:00 per la presentazione della scuola. Prima di andare via Wilfred mi porta a vedere come sono state sistemate le targhe sulla struttura, finalmente vedo il nostro grande pannello con la scultura dei visi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nella sua definitiva e ultima locazione, il suo lungo viaggio è finito... La targa è stata fissata proprio sopra l'ingresso principale della struttura, con la bandiera italiana a destra e quella del Niger a sinistra. Ovviamente ne approfitto per scattare tantissime foto dentro e fuori la scuola, i lavori eseguiti si vedono, eccome! In questo momento un'ala della scuola ospita alcune ragazze scout francesi che si trovano qui per un periodo di cooperazione con la missione. Giriamo sul retro e verifico come hanno apposto la targa più piccola, quella relativa alla falegnameria, sono felice: anche il nome di Antonino Scopelliti è ben visibile e fissato sulla struttura per molti anni a venire. Era questo che volevamo. Sono orgoglioso di essere italiano e di essere kiwaniano! Alle 16:00, puntuali, ci presentiamo alla missione io e il mitico Umberto, c'è veramente un caldo terribile. La cerimonia di presentazione è stata semplice ma bella e toccante nello stesso tempo, Umberto si è occupato delle riprese, mentre io e Wilfred abbiamo parlato di fronte la telecamera a nome delle nostre rispettive organizzazioni: il Kiwanis Junior Distretto Italia e la Missione Cattolica delle suore Assunziane di Zinder. Non ho certamente dimenticato di ringraziare la Fondazione Internazionale del Kiwanis per il proprio contributo, durante il filmato della presentazione, tuttavia la pergamena (in italiano, inglese, francese e arabo) che avevo preparato quale ringraziamento alla Kiwanis International Fondation è rimasta chiusa nell'armadio di una sorella partita per Niamey, che farà ritorno alla missione solo a settembre. Chiedo e ottengo da Wilfred che al ritorno della sorella venga realizzato e affisso all'interno della struttura un semplice quadretto, e che di tale quadretto mi venga spedita una fotografia. Stessa sorte della pergamena è toccata alla carpetta contenente i disegni inviati dai bambini delle scuole medie di Augusta ai loro "colleghi" di Zinder. Giriamo due filmati, uno sul retro della struttura, nei pressi della falegnameria e uno sull'ingresso principale. Al termine cominciamo con le foto di gruppo, distribuisco tutti gli adesivi del service che ho in tasca ai bambini presenti, erano felicissimi... Eh vai! Foto a volontà! Un sogno meraviglioso è divenuto realtà! Anni di lavoro condotto da tante persone volenterose in Italia sono stati ampiamente ripagati in Niger. Molte grazie a tutti voi per averci creduto e per aver permesso la riuscita di questo ambizioso progetto. Siamo d'accordo con Wilfred che ci vedremo nuovamente domani pomeriggio, egli vuole scrivere e consegnarmi una lettera ufficiale di ringraziamento indirizzata al Kiwanis Junior Distretto Italia da parte della Missione Cattolica, gli dico di scrivere in inglese. Dopo tanti saluti e ringraziamenti andiamo via, vorrei collegarmi ad internet, ma l'unico centro di collegamento alla rete è chiuso. Torniamo a casa col cuore colmo di gioia, troviamo ad aspettarci davanti alla porta una famiglia con un bambino veramente combinato male, ha l'intera superficie del capo ustionata e infetta, non è uno spettacolo bello a vedersi, ma cerchiamo di prestare le primissime cure, domani prenderemo tutte le medicine occorrenti in farmacia, per adesso utilizziamo quanto abbiamo in casa e regaliamo al bimbo due cappellini per coprire il capo dall'esposizione diretta ai raggi solari... Finito col bimbo, la meritata doccia, un'ottima cena a base di verdure lesse e dritti dritti a letto. Ciao Italia.

Lunedì 31.07.2006
Sveglia e colazione come di consueto: biscotti vari, marmellata, miele e caffé, ma si tratta, per prudenza, di prodotti di origine italiana o francese. Usciamo e provo nuovamente a collegarmi ad internet: ancora chiuso (???). La mattinata passa velocemente per una serie d’impegni dell'associazione Malam Mourna, andiamo ai servizi sociali del comune, in farmacia, alle poste e quindi dall'Halagi. Halagi é un titolo onorifico conferito ai pochi che possono permettersi di recarsi in pellegrinaggio alla Mecca, questo in particolare é un ricco commerciante di granaglie, quello da cui l'associazione Malam Mourna. compra abitualmente il necessario da distribuire in città per i propri obiettivi. Praticamente al ritorno dal pellegrinaggio tutti cominciano ad appellarti "Halagi" al punto che diviene il nome abituale della persona. Ci rechiamo all'ospedale ginecologico / ostetrico costruito dalla cooperazione italiana nel 1990, per visitare una persona che necessita di un intervento chirurgico. Torniamo a casa e cucina Umberto, i nostri pasti sono bene o male sempre uguali, ovvero basati sugli stessi ingredienti, considerato che possiamo mangiare una cerchia ristretta di prodotti, per di più dopo una lunga cottura. Dopo pranzo riposino per evitare le ore caldissime e alle 17:00 torno alla Missione Cattolica dove mi trattengo con Wilfred che mi legge la lettera indirizzata al Kiwanis Junior Distretto Italia, sono veramente felice. Torniamo a casa, dopo aver consegnato le medicine al padre del bambino ustionato ricevuto il giorno precedente. Domani sarà un giorno veramente importante perché alle 10:00 saremo ricevuti dal Sultano per ringraziarci di quanto fatto a Zinder. A domani Distretto Italia!

Martedì 01.08.2006
Sveglia e colazione come sempre, tanto per cambiare manca la corrente elettrica. Riceviamo alcune persone a casa e alle 09:45 ci rechiamo in ambasceria ufficiale presso il Palazzo del Sultano. Anche in questo caso indosso sopra la camicia il distintivo ufficiale del Kiwanis Junior Distretto Italia, sono qui per rappresentare il nome e gli interessi della mia organizzazione e cerco di farlo nel migliore dei modi in tutte le circostanze. Arriviamo in dieci minuti al palazzo del sultano, una costruzione in caratteristico stile "Haussa", di una certa sontuosità, all'esterno vi sono dei decori dai colori sgargianti, mi colpisce un’enorme spada che é dipinta proprio sopra l'ingresso del palazzo. Ci accoglie il capo delle guardie, sotto il suo "bubù" (la larga tunica che indossano da queste parti) traspare bene un grande pugnale inserito nella cintura, ci conduce alla sala dei ricevimenti, ci togliamo le scarpe ed entriamo. Il sultano é un omone alto e dalle spalle larghe, ostenta un portamento fiero nonostante un ictus cerebrale lo abbia quasi paralizzato nella parte sinistra del corpo, ci fa fare 30 minuti buoni d’attesa, ma poi si scusa. Il colloquio é cordiale, solamente noi abbiamo il diritto di sedere sulle poltrone della sala, mentre i suoi inservienti e le guardie (compreso il capo) siedono per terra. Parliamo della nostra attività a Zinder, compresa la scuola KJ e ci ringrazia tantissimo per il nostro operato, al termine del colloquio ci consente anche di scattare alcune foto e ci accompagna fuori dal palazzo. Il sultanato di Zinder é uno dei più importanti e influenti dell'Africa occidentale. Visitiamo l'antica piccola moschea attigua. Pranzo (come al solito cucina Umberto) e solito riposino. Pomeriggio la scena si ripete, pressappoco negli stessi termini al comune col Sindaco, anche il colloquio tocca gli stessi temi e ci prendiamo i ringraziamenti, indosso sempre il distintivo KJ e parliamo anche della scuola realizzata da noi. Usciamo dal comune alle 17:00 e ci rechiamo in farmacia a caricare un’enorme quantità di medicine da donare ai servizi sociali comunali il giorno seguente, mentre siamo in farmacia subito fuori si raccoglie una gran folla di lebbrosi che aspettano solo che usciamo per chiedere elemosina, cerchiamo di dare quanto possiamo e ripartiamo. Ci fermiamo alla missione cattolica dove vado a trovare Wilfred, mi riceve e mi consegna la proposta di finanziamento di un nuovo progetto diretta all'attenzione del Kiwanis Junior Distretto Italia, faccio presente, molto cortesemente, che io posso solo prendere la loro proposta e portarla in Italia in sede di riunione del C.d'A., ma non ho alcun potere decisionale circa l'esito di tale proposta che comunque avremo cura di comunicare in ogni caso. Torniamo a casa e troviamo il solito caso disperato, questa volta é una nonna con un bimbo in braccio in stato di semi-torpore, si tratta di malaria, facciamo presente alla signora che non possiamo fare assolutamente nulla per aiutarla e le raccomandiamo di portare immediatamente il bimbo in ospedale, prima arriverà in ospedale e maggiori saranno le possibilità di sopravvivere alla malattia. Da queste parti la malaria é veramente una piaga crudele, ogni giorno si sente di persone che muoiono di malaria... Doccia, cena con verdure lesse (che voglia di pizza!) e buona notte Italia.

Mercoledì 02.08.2006
Colazione come al solito, alle 09:00 riceviamo un ragazzo senza gambe, si chiama Raschid a cui l'Associazione Malam Mourna ha donato una carrozzella per poter spostarsi autonomamente, é contento, facciamo alcune foto e quindi va via col suo nuovo mezzo di locomozione, praticamente una parte del suo corpo. Facciamo una visita a due scuole in fase di costruzione finanziate dalla Chiesa Evangelica Italiana, sono contento perché ognuno fa quello che può. La rimanente parte della mattinata la impieghiamo in visite "turistiche". Visitiamo per primo il quartiere "Birnì", una zona caratteristica di stretti vicoli che passano tra capanne di paglia e costruzioni di fango in tipico stile haussa, alcune veramente ben conservate, ovviamente i bambini, le capre e le pecore ci accompagnano per tutto il tour... Birnì si trova appena fuori il centro di Zinder. Torniamo in città e ci rechiamo a vedere l'antico quartiere "Zengou", composto da case di fango con alcuni colorati e particolari disegni geometrici sulle pareti esterne, scatto diverse decine di foto tra un quartiere e l'altro. C'é un caldo veramente asfissiante, si respira a fatica. Torniamo a casa, pranziamo, tocca a me lavare i piatti. Alle 16:00 circa provo nuovamente a collegarmi e stavolta l'unico centro internet il "Cybercafe Kandarga" é aperto e c'é anche la corrente elettrica in città, due condizioni indispensabili per potervi descrivere il mio viaggio. Alle 19:00 assisto anche alla preghiera islamica che si tiene anche per le strade, in delle piazzole appositamente predisposte e rivolte in direzione della Mecca. Torno a casa e ceniamo con patate e cipolle lesse ultracotte. Bella giornata. Buonanotte in Patria.

Riccardo R. G. Cannavò

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