KJ News

Newsletter Ufficiale del Kiwanis Junior Distretto Italia
a cura dell'Ufficio Stampa Distrettuale

Direttore Saverio Gerardis

Serving the Children of the World ™

   Anno I

28.08.2006

Numero 14  

 

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KIWANIS JUNIOR DISTRETTO ITALIA

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KJ News n° 14
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EDIZIONE STRAORDINARIA
"TUTTI A SCUOLA DA GIOVANNI & PAOLO" (II)

Tutti al KiwaniSicily per festeggiare l'ottima riuscita del service triennale

Da giorni ormai si è conclusa l'avventura in Niger del nostro prode "Governator" Riccardo Cannavò, ma solo oggi viene alla luce questa seconda edizione straordinaria di KJ News interamente dedicata al resoconto di Riccardo, per la mia lontananza dal computer dovuta alle vacanze. Nel frattempo è stato diramato il programma ufficiale del KiwaniSicily 2006 che si svolgerà dal 22 al 24 settembre a Mondello, l'elegante quartiere sul mare di Palermo. La quarta edizione della manifestazione, organizzata come tradizione dal Kiwanis Junior Club Palermo in collaborazione col Kiwanis Junior Distretto Italia, quest'anno sancirà la chiusura del service triennale "Tutti a Scuola da Giovanni & Paolo", infatti, nel corso di un convegno verrà presentata l'opera realizzata in Niger. In attesa incontrarci al KiwaniSicily per poter ascoltare dalla viva voce di Rik qualche proverbiale aneddoto sul suo viaggio, v'invito a leggere le ultime righe del suo appassionante diario. A presto!

Saverio Gerardis

Diario dal Niger

Giovedì 03.08.2006
Oggi festa nazionale, ricorre l'indipendenza dalla Francia. Dopo colazione usciamo per recarci al grande mercato del giovedì, é il mercato più caratteristico e importante della settimana, visto che tutti gli abitanti dei villaggi rurali giungono appositamente in città per vendere, comprare o scambiare la loro mercanzia. Oggi tuttavia il mercato si svolge in tono minore, visto che ha piovuto per tutta la notte e le poche vie di comunicazione (già di per sé assai precarie) sono del tutto impraticabili. Dopo il mercato ci spostiamo al Museo Regionale di Zinder, ma l'edificio é in restauro e di conseguenza non é possibile effettuare visite. L'esterno dell'edificio é veramente ben conservato, si tratta di una costruzione in autentico stile "haussa" con i caratteristici disegni geometrici sulle pareti, nel piazzale é conservato anche un vecchio cannone francese. Il cielo é nuovamente grigio, saliamo in auto e torniamo verso casa. Ci fermiamo al solito mercatino rionale vicino casa per comprare della frutta. Pranzo con pasta al pomodoro cucinata dallo chef della casa: Umberto ovviamente... Pomeriggio restiamo in casa e cominciamo a sistemare e chiudere le prime valigie, cena con verdure lesse, una meritata doccia e si cerca di dormire.

Venerdì 04.08.2006
Colazione e prima mattina trascorsa a giocare con Timoty, un bimbo di 3 anni che abita proprio sul nostro cortile, la famiglia m’invita ad entrare a casa loro per vedere come fanno il bagnetto al bimbo, lo faccio volentieri, tipica espressione dei bambini del quartiere (che ovviamente ci conoscono bene) " iacha lecca lecca", ovvero "mi dai una caramella?"... Alle 10:30 ci rechiamo in visita ufficiale presso l'ospedale da campo di Medici senza frontiere, la visita é veramente interessante e il campo ben organizzato, l'organizzazione é specializzata nel recupero e nella cura dei casi di denutrizione (o malnutrizione), la loro opera é prestata a titolo gratuito per la popolazione ed é assolutamente indispensabile. Mentre camminiamo per i vari padiglioni del campo penso che mi trovo all'interno di una "fabbrica di vite umane", nel senso che avevo sotto gli occhi una vera e propria catena di montaggio della salvezza di un numero imprecisato, ma comunque rilevante, di bimbi che entravano da piccoli scheletrini e passando di padiglione in padiglione ritornavano a sorridere e a sperare... L'organizzazione ci segnalava la carenza di cardiologi volontari all'interno del campo, ma ovviamente noi rappresentavamo di non avere alcun potere in materia. Va da sé che la visita richiede un certo self control e non é indicata alle persone che s’impressionano facilmente... Al termine torniamo verso casa, ma facciamo una sosta nei pressi della grande moschea di Zinder per scattare alcune foto. Torniamo a casa e pranziamo. Nel pomeriggio mi reco da solo alla missione cattolica a cercare padre Wilbert (per me, ormai, semplicemente Wilbert), per salutarci, non lo trovo perché si é recato con alcuni addetti della missione ad effettuare delle distribuzioni di miglio e sorgo nei villaggi rurali vicini. Lascio i miei saluti ad un altro Sacerdote e lascio anche gli ultimi mitici adesivi del service che ancora avevo in tasca... Lascio anche una piccola parte del mio cuore... Mentre esco dalla missione, sul cancello, mi volto un'ultima volta a guardare la scuola -soffia un forte vento di scirocco, caldissimo- mi fermo un secondo a fissarla, per l'ultima volta, sento i brividi lungo la schiena e mi viene la pelle d'oca... Mi risuonano in mente tutte le voci del ragazzi dei KJ italiani, i loro volti, le nostre convention, i nostri sorrisi e gli sforzi compiuti da tutti: ABBIAMO VINTO! Torno a casa, ma usciamo quasi subito (questa volta tutti) per recarci al cimitero, a visitare la tomba di "Malam Mourna" al secolo Leonardo Navarra, il missionario italiano che ha iniziato l'opera di volontariato/missionariato a Zinder, un grand'uomo, una persona che ha dato tutto per questa gente, qui ha svolto ininterrottamente la propria opera per lunghi anni e qui adesso riposa sotto una lapide nel vecchio e decrepito cimitero coloniale francese. Il cimitero peraltro é sottoposto all'amministrazione militare dell'esercito nigerino, per cui per poterlo visitare occorre una speciale autorizzazione del capo del presidio militare, nonché il solito cadeau all'ufficiale che ci accompagna lungo il percorso. Torniamo a casa. Alle 19:45 ci rechiamo a cena presso l'unico ristorante di Zinder, o almeno l'unico che possa dirsi tale, di insegne "ristorante" se ne vedono tante... Ordino spaghetti saltati all'aglio e patatine fritte, le uniche due cose del menù che non contengono carne e derivati. Ultima sera a Zinder, siamo al gran completo a cena, compresi i ragazzi locali che ci danno un'indispensabile aiuto giornalmente: Mamanzani, Joshua, Cato Deleghé (detto "Torello") e Landidì. A qualcuno il nome di Landidì tornerà conosciuto, in effetti si tratta proprio della persona a cui l'Interdivisione A, nell'anno sociale 2002-2003, ha donato una motosega nuova di zecca per poter lavorare meglio. Quella motosega é ancora utilizzata e Landidì non si é dimenticato... Offre per tutti Giuseppe. Terminata la cena torniamo a casa e continuiamo a preparare valigie e quant'altro per la partenza e il lungo viaggio verso il ritorno in Patria. Buonanotte Italia.

Sabato 05.08.2006
Sveglia alle 04:00 del mattino, ultimi preparativi e partenza per la capitale Niamey. Zinder dista da Niamey poco più di mille chilometri di strada parzialmente asfaltata (e io aggiungerei parzialmente praticabile...) Per giunta é richiesto anche il pagamento di un pedaggio. Partiamo da Zinder alle 04:50. Prima sosta carburante alle 10:00 a Maradi. Seconda sosta carburante a Birnì alle 13:15. Il viaggio é stancante, c'è un'afa e un caldo insopportabile, si respira a fatica. Ci fermiamo anche per altri motivi, visto che il nostro autista (si chiama Mutari) é mussulmano praticante e si ferma regolarmente a pregare agli orari previsti, cioè cinque volte al giorno. Attraversiamo numerosi villaggi con le loro caratteristiche capanne di paglia e granai di paglia e fango, qua e là alcuni mercati e branchi di animali selvatici in libertà: asini, cavalli, dromedari, buoi, capre, ecc. che attraversano regolarmente la strada. Mentre viaggiamo mi rimane impressa l'immagine di un panorama che non ho dubbi a definire stridente: un’enorme e mostruosa antenna per telefonia cellulare, altissima e nuova, eretta sopra un villaggio di capanne di paglia e casette di fango, basse, tozze e decrepite, ma abitate, riesco a scattare anche una fotografia con questa incredibile immagine, sembra un fotomontaggio. Dopo una terza sosta carburante arriviamo infine a Niamey alle 19:30 e alla missione alle 19:45, siamo distrutti. Ci sistemiamo in camera, anche stavolta dormiremo insieme e a turno facciamo una doccia, si vede di essere tornati nella capitale, in bagno c'é perfino l'acqua calda. Alle 21 circa usciamo per recarci al ristorante italiano: "Le Pilier", ordino gnocchi al gorgonzola e le immancabili patatine fritte, tutto veramente buono, durante la cena consumiamo qualche "Biere Niger", la solita birra nazionale ma comunque niente male. Stasera offre la cena Martino. Torniamo alla missione e piombiamo in un sonno profondo. Ciao ragazzi, mi spiace solo non potervi inviare questi ultimi resoconti per aggiornarvi, lo farò appena rientrato a casa.

Domenica 06.08.2006
Sveglia un po’ più tardi e colazione alla missione, la stanchezza si fa decisamente sentire. La mattina non possiamo uscire a causa di un pauroso nubifragio africano tipo ciclone, per fortuna verso le 12 smette di piovere e possiamo andare a pranzare al solito ristorante. Oggi tocca a me pagare. Dopo pranzo rientriamo alla missione. Alle 17:00 usciamo per andare al Museo Nazionale di Niamey, il museo é all'aperto e conserva tre enormi scheletri (integri) di dinosauri ritrovati nel deserto, é presente inoltre un settore che riproduce a grandezza naturale tutti i differenti tipi di abitazioni tradizionali (cioè capanne) delle varie etnie presenti in Niger. Sul territorio del Niger convivono circa venti etnie differenti, ciascuna con la propria cultura, la propria storia e la propria lingua, cosicché può succedere che due persone ufficialmente "nigerine" nemmeno si comprendano tra loro, salvo a parlare il francese, se sono andati a scuola. Una delle cose che mi ha colpito di più é stato parlare con un Tuareg e rendermi conto di come per lui non esiste (e non é immaginabile) il concetto stesso di confine o frontiera a cui dover sottostare, a seguito del colloquio chiedevo tra me e me chi sono veramente le persone libere... Noi o loro? Il museo contiene al proprio interno anche lo zoo, con dei poveri animali tenuti in condizioni penose, dentro sordide e fredde gabbie di piccole dimensioni, mi sembravano impazzire... Mah! Vi é inoltre il padiglione dell'artigianato tradizionale in cui tutti gli artigiani delle varie etnie preparano i loro lavori, tutti diversi ma tutti bellissimi, legno, cuoio e argento sono i materiali più utilizzati per produrre oggetti di artigianato locale ma anche stoffe colorate con un metodo tradizionale che vengono chiamate "batik". Infine vi é il settore di ornitologia, ma valgono le stesse considerazioni fatte sopra per lo zoo. Usciamo dal museo con uno sciame di bambini che cerca di venderci di tutto e ci dirigiamo alla terrazza panoramica del "Grand Hotel" da dove é possibile bere qualcosa in tranquillità ammirando la bellezza e la calma del fiume Niger, prendo una birra. Torniamo alla missione e alle 20:30 usciamo nuovamente per "Le Pilier", stasera pizza per tutti, vogliamo provare, devo dire che non era niente male, ho mangiato pizze molto peggiori dalle nostre parti... Alle 10:45 torniamo alla missione e andiamo a letto, domani sarà una giornata campale.

Lunedì 07.08.2006
Sveglia alle 01:00 della notte, carichiamo tutto in macchina e andiamo in aeroporto. Alle 02:30 check in e cominciamo con gli interminabili controlli, prima i bagagli, poi i passaporti, quindi nuovamente i bagagli e nuovamente i passaporti, mi chiedo a cosa servano quattro controlli che potrebbero essere benissimo due, visto che sono uguali, boh! L'aeroporto di Niamey è un tipico aeroporto africano, spoglio e per certi versi anche squallido. Ad un certo punto la polizia di frontiera trova dei problemi nei nostri bagagli (guarda caso!) e ci dice che é impossibile imbarcarli perché manca un timbro di non so quale ufficio su quale documento, si capisce subito cosa vogliono, vogliono la tangente, improvvisamente, dopo aver pagato 20.000 Franchi CFA al poliziotto non occorre più nessun timbro e i nostri bagagli sono a posto, tutto regolare scrivono nella dichiarazione doganale... Penso che in Niger uno stipendio medio da impiegato statale si aggira sui 30.000 Franchi CFA al mese... Finalmente saliamo sul pullman che ci porta sotto l'aereo, ma... Cominciano nuovamente i controlli a tappeto, passaporti, bagagli e perfino perquisizione personale, vorrei chiedere spiegazioni, ma non ci metto molto a capire che si tratta della polizia marocchina che controlla nuovamente tutto e tutti perché non ha la benché minima fiducia nei controlli effettuati dai colleghi nigerini... Vorrei capire come si fa a dargli torto... Finalmente saliamo sull'aereo e si chiudono le porte, ultima sorpresa, il capo del personale di bordo ci chiede scusa molto cordialmente, ma ci dice che per un decreto del ministero della salute marocchino tutti i voli provenienti da zone endemiche di malaria devono essere "bonificati", praticamente la cabina viene saturata completamente d’insetticida (ne spruzzano 4 bombole per intero) con i passeggeri dentro... Ahhh! si soffoca! Per fortuna dopo pochi istanti viene riattivata l'aria condizionata si comincia a respirare. Mi addormento poco dopo il decollo. Volo tutto bene, atterriamo alle 07:30 a Casablanca (ora locale, mentre in Niger sono le 08:30 e in Italia le 09:30). A Casablanca comincia la lunga attesa in aeroporto, impegniamo il tempo girando per negozi e mangiando qualcosa, l'aeroporto è un'altro mondo rispetto a quello di Niamey, siamo alle porte dell'Europa... Alle 14:45 (ora locale) é previsto il decollo per Roma ma ci sono circa 30 minuti di ritardo. Decolliamo alle 15:20 circa e atterriamo a Roma, dopo un volo tranquillo e rilassante alle 20:30 ora italiana. Entrambi i voli sono stati effettuati (come già all'andata) dalla Royal Air Maroc, la compagnia di bandiera marocchina. Il nostro volo Alitalia Roma - Palermo sarebbe dovuto decollare alle 21:40, ma abbiamo i soliti 30 minuti di ritardo per cui attendiamo in aeroporto. Decolliamo da Roma alle 22:00 e atterriamo a Palermo alle 22:50 circa, tutto OK. Ultime file in dogana a Palermo per lo sdoganamento dei bagagli e quindi via, fuori dall'aeroporto dove trovo Sabry che mi aspetta con un cartello in mano "Mr. Cannavò", sarà stata gelosa di Kossì a Niamey?. Saluto Umberto, Martino e gli altri, e finisce l'avventura... Il resto ve lo racconto di persona... Ciao a tutti.

Riccardo R. G. Cannavò

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