KJ News

Newsletter Ufficiale del Kiwanis Junior Distretto Italia
a cura dell'Ufficio Stampa Distrettuale

Direttore Saverio Gerardis

Serving the Children of the World ™

   Anno II

13.06.2007

Numero 29  

 

UFFICIO STAMPA
KIWANIS JUNIOR DISTRETTO ITALIA

SAVERIO GERARDIS
Addetto Stampa Distrettuale

FRANCESCO ALBINO
Webmaster Distrettuale


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Tutti i Forum


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Kiwanis Junior Club Villa San Giovanni

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Kiwanis Junior Club Peloro Messina

FABRIZIO CANINO
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VITO CUSMANO
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Kiwanis Junior Club Villa San Giovanni

SILVIO BOMBACI
Kiwanis Junior Club Peloro Messina

?
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FABRIZIO CANINO
Kiwanis Junior Club Marsala

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Kiwanis Junior Club Erice

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Kiwanis Junior Club Noto Barocca

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Kiwanis Junior Club Acireale 2005

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Kiwanis Junior Club Roma Michelangiolo 2005

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Kiwanis Junior Club Locride - Bovalino

FEDERICO CURATOLA
Kiwanis Junior Club RC Città Dello Stretto 2005

CARLO INGRASSIA
Kiwanis Junior Club Enna

LUCA PISTOIA
Kiwanis Junior Club Forte Dei Marmi

RAFFAELLA BALESTRO
Kiwanis Junior Club Novara Santa Lucia

STEFANO GUALDONI
Kiwanis Junior Club Varese

MOIRA DI LORETO
Kiwanis Junior Club Antrodoco

ELENA PATASSINI
Kiwanis Junior Club Vibo Valentia

?
Kiwanis Junior Club Siracusa

KJ News n° 29
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Una finestra sul Kiwanis

Il Kiwanis Junior è un programma sponsorizzato del Kiwanis International e, come tale, è giusto che i giovani kiwaniani conoscano i programmi e siano partecipi della realtà del Distretto patrocinatore. Per questo pubblichiamo l'interessantissima relazione del Governatore del Kiwanis International Distretto Italia - San Marino, Rino Ussia, tenuta il 9 giugno scorso a San Marino durante la XXX Convention distrettuale. Prossimamente pubblicheremo anche la relazione del Governatore Eletto Sandro Cuzari, per conoscere i progetti del Kiwanis per il prossimo anno.

Saverio Gerardis

Relazione del Governatore Rino Ussia alla XXX Convention KI DI-S.M.

Care Amiche, cari Amici kiwaniani, questa è la nostra XXX Convention: benché fin dal 1967 l’Italia vide nascere il suo primo Club nella città di Milano, che sta organizzando questa importantissima ricorrenza, [e saluto con affetto il nostro Walter Huber fondatore del Club di Milano da quaranta anni socio del Kiwanis, presente tra di noi], solo nel 1977 i club italiani, che fino allora facevano parte del Distretto Svizzera - Liechtenstein, si organizzarono in Distretto autonomo e nel 2001-2002 con la nascita del Club di San Marino abbiamo preso l’attuale denominazione. La nostra presenza oggi nella Repubblica di San Marino, nel trentennale della nostra nascita come Distretto, vuole essere anche occasione di riflessione sullo stato di salute della nostra organizzazione, a partire da una delle caratteristiche che da sempre si riconosce alla Repubblica San Marino, considerata appunto emblema di civiltà e soprattutto di libertà, quella libertà che unisce uomini e donne come noi in un unico grande progetto: serving the children of the world.

Qual è lo stato di salute del Distretto oggi? Dobbiamo avere oggi il coraggio di guardarci dentro e con serenità riflettere su noi stessi. Credo che chi, come noi, ha fatto tanta strada per venire fin qui e da anni è impegnato nel Kiwanis abbia molte ragioni per riflettere sullo stato di salute del nostro sodalizio. È questa, amici, la sede per confrontarci, per definire strategie, per cercare le vie per crescere, se crediamo che le ragioni per cui stiamo insieme siano ancora valide per ognuno di noi. È questo il momento ed il luogo, ripeto, per guardarci dentro, è l’ora di aver il coraggio di crescere.

Al 30 settembre 2006, ad inizio di questo anno sociale, eravamo 3.180 soci in 126 club, un centinaio in più di quanti eravamo nel 1992 (allora eravamo 3060), quando tuttavia i club del Distretto erano soltanto 80. Poiché mediamente ogni anno entrano non meno di 150 soci ai quali dobbiamo aggiungere almeno 20 soci per ogni nuovo club, mediamente cinque all’anno, sono entrati da l992 (2250 + 1000) oltre 3250 soci; ma è come se non fosse mai entrato nessuno, è come se non fosse mai stato creato alcun club, mentre in realtà decine di club sono sorti e decine di club sono svaniti nel nulla, intere aree sul territorio italiano si sono svuotate della presenza kiwaniana (si pensi alla Liguria [Genova], alla Campania [Napoli]) ed altre lo sono ancora (Basilicata, Valle d’Aosta, Molise, Sardegna).
È un fenomeno di sostanziale stabilità numerica. Ovvero di mancata crescita che ci deve far preoccupare in considerazione che l’età media dei nostri soci si è fortemente innalzata. Ed è un fenomeno, questo, che ha investito pressoché tutto il Kiwanis, in particolare gli Stati Uniti dove da più anni operano i kiwaniani.
Oggi il Kiwanis international conta (dati del 1 giugno 2007) 254.275 soci e siamo impegnati, come tutti sapete, in un progetto di sviluppo che prevede il raggiungimento di un milione di soci entro il 2015, anno del centenario, un progetto che ovviamente prevede anche tutta una serie di interventi strutturali ed organizzativi per i prossimi anni, come la razionalizzazione dei Distretti in entità più piccole e ritenute più funzionali alla maggiore e più rapida crescita. Per ciò che concerne questo ultimo aspetto la Germania si è già avviata suddividendo il Distretto in quattro grandi aree, altri come il Belgio è da anni organizzato in tre aree.
Da noi questo processo è più lento a causa di una complessità di fenomeni che vanno risolti prima.
La necessità di un maggior numero di persone impegnate nella costruzione di un mondo migliore è dettata dal fatto che la parte più debole di questa nostra società, l’infanzia, è sempre più soggetta a violenza e a sottrazione di diritti. Basta sfogliare i rapporti annuali dell’Unicef [i drammatici dati sui bambini invisibili, sui bambini soldati, sui bambini senza il minimo di istruzione, sui bambini morti per fame o malattie, sui bambini scomparsi, venduti, sfruttati, sulla prostituzione infantile, sul turismo sessuale ecc], o sfogliare per l’Italia il Settimo rapporto nazionale sulla Condizione dell’infanzia e dell’adolescenza (Eurispes - novembre 2006) per farsi un’idea della tragedia entro cui spesso molti giovani e bambini oggi vivono, a cui vanno aggiunti i problemi che le società sempre più multietniche comportano, per esempio per l’Italia, per i bambini provenienti da aree extracomunitarie.

Per ciò che riguarda il nostro Distretto credo che sia necessario osservare alcuni fenomeni che sono stati alla base del nostro impegno durante questo anno, impegno che mirava a raggiungere alcuni obbiettivi che ci eravamo preposti, per avviare un processo che superasse l’empasse entro cui ci si trovava a cominciare dal mancato sviluppo in questi ultimi quindici anni su cui si era concentrata l’attenzione e la riflessione di tanti soci.

Avevamo assodato, e ce lo confermavano i tanti soci che abbiamo incontrato in molte occasioni in questi due anni, che uno dei nostri problemi poteva essere individuato nella costante autoreferenzialità che sottilmente e spesso volutamente ci impediva di vedere la realtà in maniera oggettiva, mentre sempre più spesso eravamo portati a individuare le responsabilità dei problemi in una società che cambia, in un corpus kiwaniano che invecchia, in una legislazione kiwaniana forse non più adatta al momento. Tutti fattori che indubbiamente contribuiscono ed hanno contribuito alla stagnazione e alla mancata crescita. Ma che hanno fatto sottovalutare altri e più importanti aspetti a partire da un graduale smarrimento degli obbiettivi identificativi del Kiwanis, da una poco chiara concezione del significato di autonomia del club e della funzione delle divisioni che in alcuni casi ha portato a forme di grave chiusura ed isolamento, da uno smarrimento del concetto di funzione e di servizio che spesso invece ha portato e porta a forme di personalizzazione ed identificazione di club con una persona, da una mancata grave conoscenza di statuti e procedure, nella mancata identificazione in un'unica grande famiglia kiwaniana, che ha portato in alcuni casi in un graduale isolamento nelle piccole, benché operose, realtà locali, nell’incapacità infine di essere presenti nei grandi centri urbani soprattutto nel nord del nostro paese.

Riconoscere questi problemi che tanto incidono sulla struttura anche organizzativa del Distretto è indispensabile. Tutto ciò non significa sminuire la qualità e la quantità dei service locali, o non riconoscere gli sforzi e le singole professionalità diffuse nel nostro Distretto. Significa invece avviare un processo di rinnovato impegno per obbiettivi che giustifichino le nostre scelte come uomini e come kiwaniani in una società dove chiunque si sente in dovere di parlare di etica e di morale, mentre i propri comportamenti in pubblico ed in privato contraddicono le parole, in una società dove tanti parlano di impegno verso l’infanzia, ma i fatti sono altri, in una società in cui spesso vengono decantati valori quali l’amicizia ma che gli atti concreti smentiscono.

È da questi elementi che si deve partire se effettivamente vogliamo realizzare uno dei principi che reggono il Kiwanis. Contribuire a costruire una società migliore. Il resto, amici, spesso sono chiacchiere, belle chiacchiere, ma pur sempre solo chiacchiere.

Un anno fa avevamo individuato, per avviare un concreto processo di rinnovamento e di rinnovato impegno, cinque settori di intervento che rispondono a principi di trasparenza e democrazia:
▪ Finanza
▪ Service
▪ Formazione
▪ Comunicazione
▪ Documentazione
E su questi settori abbiamo lavorato.

1. Per quanto concerne l’aspetto finanziario abbiamo dotato il Distretto di un bilancio di previsione trasparente e portato a conoscenza di tutti i club la situazione finanziaria. Il progetto per quest’anno era e resta quello del rigore finanziario che deve azzerare tutte le vecchie pendenze ed onorare vecchi services distrettuali non ancora onorati. Sono stati ad oggi individuati i soggetti ai quali far pervenire le somme che rigide economie di bilancio stanno portando; altrettanto dicasi per i pregressi anticipi degli officers che da cinque anni attendono (e per i quali abbiamo perfino avuto da qualcuno ingiunzioni legali): questi impegni assommano, come ben sapete, ad oltre 72.000 euro (oltre un terzo dell’intero bilancio) e le rigidità finanziare messe in atto ci daranno questa possibilità. Questa rigidità ha comportato ovviamente sacrifici per tutti, a cominciare dagli officiers in carica e dello stesso governatore per cui mi scuso per la obbligata mia mancata presenza in tante occasioni dove pure ero stato invitato.

2. Abbiamo avviato un service triennale che risponde alle esigenze di identificazione di tutti i kiwaniani italiani in qualcosa che corrisponda agli obbiettivi (Serving the children of the world) e nello stesso tempo produca un effetto di maggiore visibilità su tutto il territorio nazionale. Non casualmente gran parte del finanziamento per la quota\service di quest’anno proviene dall’operazione che ci ha visto impegnati nella diffusione di circa quarantamila bigliettini natalizi, con il nostro logo e la definizione chiara ed univoca di chi siamo (dal 1915 organizzazione mondiale al servizio dei bambini e delle comunità). L’impegno purtroppo in tale operazione non è stato uguale in tutte le divisioni, benché risponda alla libertà dei singoli e dei singoli club a aderire e ad identificarsi. Alla esigenza di finanziare il service abbiamo unito una operazione di visibilità sull’intero territorio nazionale. Un’operazione che, se ripetuta negli anni e ampliata, è in grado di dare una reale conoscibilità e visibilità.
Ad oggi abbiamo raccolto per il service circa 35.000 Euro, abbiamo pagato il costo dei bigliettini (7.000 Euro) e inviato 10.000 Euro in Costa d’Avorio per avviare i lavori di costruzione delle scuole.

3. Un Kiwanis che cerca il proprio rinnovamento parte dalla propria formazione e dalla riflessione sui propri principi ed obbiettivi. Grande è stato lo sforzo sul versante della formazione: basti pensare agli incontri di formazione del Kiwanis domani (Kiwanis next), agli Studi kiwaniani nelle tre aree nazionali, agli incontri avvianti di training di leadearship education.
Credo che questo sia il settore a cui va posta maggiore attenzione anche in futuro: l’indagine conoscitiva avviata lo scorso anno, l’esperienza derivata da decine di incontri in questi due anni, mi impegnano a far osservare alcuni fenomeni:
a. la formazione, sia a livello di singoli soci, sia a livello di officer, si presenta differenziata, lacunosa, spesso non fondata sulla conoscenza delle elementari regole statutarie, su consuetudini che nulla hanno a che fare con le regole fissate per tutti in tutti i club del mondo, con curiosi convincimenti che spesso è difficile sradicare: a volte si confonde la reale e necessaria autonomia del singolo club con forme di autarchia che trasformano il club in una cellula dove ognuno si regola come vuole: come spiegare infatti che solo il 40% dei club invia regolarmente i rapportini mensili? Eppure essi sono lo strumento che permette di osservare e rilevare l’andamento del Distretto e, se necessario, di venire incontro a difficoltà o a problemi; sono strumento di monitoraggio a livello nazionale e internazionale del Distretto. Come si spiega che molti dati per realizzare il directory siano arrivati alla fine del mese di marzo, dopo molti avvisi e solleciti ai club, dopo centinaia di telefonate, dopo che io stesso ho dovuto far rinviare per ben tre volte la data di stampa del volume presso la tipografia? Come si spiega che ancora a cinque giorni dall’inizio della Convention quaranta club non avevo ancora fatto pervenire i nominativi dei delegati? Certo ci sono anche problemi di organizzazione interna del Distretto, ma voglio ricordare che il Distretto, che deve coordinare il tutto, non ha una struttura di 20 persone, ma una sola impiegata.
b. Su tutto questo abbiamo avviato un processo che richiederà qualche anno ancora per arrivare ad una forte coscienza generalizzata di chi siamo e dove stiamo andando: tutti sappiamo quanti problemi esistono in tanti club, quanti soci hanno smarrito gli obbiettivi, quanti soci sono entrati nel nostro sodalizio con non sempre chiari gli obbiettivi: se non abbiamo il coraggio di dirci queste cose, rischiamo di continuare a non trovare le soluzioni affinché il nostro club abbia un futuro chiaro e più consono alle sfide alle quali la società attuale ci chiama.
c. La nostra formazione deve prevedere un adeguamento sempre più reale ai grandi obbiettivi del Kiwanis international che sono legati alla nostra mission: serving the children of the world: Questa nostra mission non può essere oltre diluita tra tanti altri impegni, pur rispettabilissimi, ma che non permettono la nostra chiara identificazione all’interno della società e quindi la nostra visibilità, del Kiwanis come soggetto che ha una priorità da anni identificata nel servizio dell’infanzia.
d. Tutto ciò si deve trasferire al momento dell’ammissione nel nostro sodalizio di nuovi soci, al momento della costituzione di nuovi club: è forse uno dei momenti più delicati per il nostro sodalizio: senza una reale attenzione, senza una certezza che il nuovo socio condivida il nostro sogno kiwaniano, che non è la semplice amicizia (si può essere amici anche senza il Kiwanis), ma la condivisone profonda di ideali (siamo chiamati a collaborare a costruire una società migliore) e di obbiettivi (servire i bambini del mondo), non si può andare molto lontano. Siamo certi che tutto ciò avviene realmente nei nostri club? L’attenzione al nuovo socio è uno dei nostri impegni maggiori, è uno degli sforzi che siamo chiamati a fare, è certamente il nostro service prioritario.
e. Certamente vi è stata una certa attenzione al mondo femminile e a quello giovanile: gli studi kiwaniani dello scorso anno, come quelli di questo anno hanno evidenziato la necessità di un maggiore impegno in questi due settori, che diventano fondamentali per la nostra stessa sopravvivenza. Segnali al riguardo sono stati osservati: la presenza delle donne nei nostri club è certamente aumentato, sia pure non in maniera straordinaria: oggi le donne nel nostro club sono 538, pari al 16,3%. - Mentre vi è stato un impegno per aggregare soci giovani o relativamente giovani (vedasi i club del III millennium come il nuovo Club Reghion e molti dei nuovi soci nei vari clubs), insufficiente tuttavia è stata la politica e l’attenzione verso tutti i programmi sponsorizzati, a partire dai Kiwanis Junior, che pure hanno realizzato grandi service, per altro sponsorizzati da contributi cospicui ( ben 10.000 Euro) della fondazione, ma che molto spesso abbiamo lasciati a se stessi. In questo settore credo che vada ridisegnato il rapporto che deve esserci tra Kiwanis e programmi sponsorizzati in funzione del futuro stesso del Kiwanis in Italia.
Vi è stato quest’anno uno sforzo di far uscire il Distretto dal proprio ambito: se infatti abbiamo utilizzato potenzialità e competenze interne per lo svolgimento del Kiwanis domani, abbiamo voluto invece, per gli studi kiwaniani, la collaborazione e gli interventi di grandi istituzioni quali Telefono azzurro, Telefono arcobaleno, Unicef, e di significate personalità del mondo politico ed istituzionale, da membri del governo nazionale a rappresentati di istituzioni preposti alla tutele dell’infanzia quali, per esempio, i garanti regionali per l’infanzia. Quest’ultima esperienza ha permesso al Kiwanis italiano di farsi promotore dell’istituzione della figura del garante per l’infanzia previsti dalle leggi nazionali, ma non attuate in molte regioni, di farcene promotori: è quanto è avvenuto per la regione Trentino e per la Sicilia, grazie all’impegno rispettivamente del Presidente del Club di Trento, avvocato Andrea di Francia e del Lgt della VI divisione, Ragioniere Ciro Messina per la Sicilia.
Questo sforzo di proiettare il Distretto sulla scena nazionale inizia a dare i primi frutti come l’invito del ministro Bindi alla partecipazione del nostro Distretto ai lavori del Forum sulla famiglia svoltosi a Firenze dal 24 al 26 di maggio, rappresentato egregiamente dal neuropsichiatria infantile e chairman della giornata sui diritti del bambini, il dottore Bruno Risoleo, a molti di voi ben noto.
Si colgono i primi frutti anche dell’impegno e della visibilità che a livello nazionale abbiamo avuto con le decine di manifestazioni, le decine di tavole rotonde e convegni, le migliaia di manifesti su tutto il territorio nazionale nel mese di novembre scorso, per la giornata della difesa dei diritti dei bambini. Così come gli inviti delle grandi associazioni nazionali ed internazionali alla collaborazione a progetti e a iniziative [come le richieste di collaborazione da parte di Telefono azzurro, dell’Unicef, o per l’indagine sull’uso di internet da parte dei bambini da parte [dell’associazione ICAA] dell’International Crime Analisis Association, che ha già operato in forma sperimentale a Giarre, grazie, mi scrive il Presidente, alla collaborazione del nostro Club di Giarre Riposto e dei Builders della scuola dell’istituto scolastico G. Macherione].

4. Lo scorso anno avevamo individuato nella scarsa informazione una delle ragioni della stagnazione e della poca comprensione di fenomeni interni al Distretto. Durante questi primi otto mesi il Distretto si è sforzato di sopperire a questa grave lacuna e lo ha fatto attraverso la creazione di una rete di addetti all’informazione. In mancanza di risorse finanziarie adeguate abbiamo creato un bollettino telematico (KIWA NEWS) che con la collaborazione degli addetti all’informazione nei singoli club portasse veicolasse l’informazione: in otto mesi sono stati inviati alle Divisioni e ai singoli collaboratori, che avevano il compito di diffonderli nei singoli club, ben otto bollettini: un numero al mese. Un’operazione realizzata a costo zero, grazie all’ impegno dell’addetto alla comunicazione Enrico Solimene e alla collaborazione tecnica del segretario aggiunto Enrico Stagnoli e al Web master, Rosalba Fiduccia.
È stato altresì rinnovato totalmente il nostro sito web, non solo graficamente, ma soprattutto nei contenuti: non più un semplice contenitore delle nostre iniziative, ma anche e soprattutto uno strumento di reale informazione e contemporaneamente strumento di formazione per officer e di quanti altri. Grazie al Web master, Rosalba Fiduccia, il sito è diventato anche consultabile in lingua inglese. I dati di accesso al sito dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta: dagli otto mila visitatori del 2001-2002, ai 24.550 dello scorso anno ai quasi 20.000 dei primi sette mesi del 2007, ai quasi 30.000 prevedibili al ritmo attuale per la fine del presente anno sociale, con centinaia di migliaia di pagine lette.

5. Sul versante infine della documentazione abbiamo avviato, grazie all’impegno del direttore della Segreteria, Salvatore Salmè, l’informatizzazione dell’archivio del Distretto. Mentre a rilento procede l’aggiornamento del directory on line. Stiamo infine per avviare una raccolta di dati circa i service locali realizzati in Italia e all’estero dai nostri club, una massa di dati che se aggregati, possono dare del nostro Distretto una reale immagine di quanto il nostro impegno sia nel sociale e nel service.

6. Poiché sempre più spesso abbiamo dovuto constatare che il nostro sviluppo era avvenuto a macchia di leopardo, con intere regioni prive della presenza kiwaniani e troppi club con un numero di soci chiaramente in sofferenza, l’obbiettivo quest’anno è stato di rafforzare i club più deboli: abbiamo constatato come in questa direzione si sono mossi gran parte dei club in questo stato. Per cercare di avviare il progetto di presenza in aree ancora prive di club kiwaniani abbiamo creato tre KIAR, un al nord, un centro, un al sud per meglio operare in tal senso. Confortanti ci sembrano i primi risultati che ci hanno fatto vedere la creazione di un club a Bari, dove fra giorni sarà consegnata la charter, fondare un club a Padova e uno a Reggio di Calabria, mentre è a buon punto il lavoro per l’apertura di un club a Trieste, uno in Campania e uno in Basilicata. Il mio grazie ovviamente ai tre KIAR, Giuseppe Agostini, Roberto Cunego e Salvatore Sciacca, sono fortemente impegnati in questo servizio.

I dati sulla crescita del Distretto ci danno i primi segni di una inversione di tendenza: siamo infatti passati dai 3180 del settembre 2006 agli attuali 3371, pur avendo chiuso quest’anno ben cinque club [Lamezia Terme, Massa Carrara, Padova, Sciacca, Terra di Corleone] e avendone aperti solo tre [Bari, Città di Padova, Reghion].

In presenza di quanto fin ora realizzato ed avendo avviato un processo di rinnovamento il Distretto è pronto ad avviarsi il prossimo anno sociale senza pendenze economiche, con una rinnovata fiducia nelle proprie potenzialità, una forte identificazione in un service pluriennale, in una rinnovata unità attorno ai propri principi e ai propri traguardi.

Quelli di questo anno vogliono essere semplicemente i semi che abbiamo lasciato cadere attraverso uno sforzo collettivo di rinnovare e rinnovarci nel sogno kiwaniano, alla luce di una rinnovata trasparenza, nella rinnovata volontà di contribuire a cambiare il mondo, nella rinnovata volontà di servire l’infanzia vicina e lontana.

Non posso chiudere questa relazione sul Distretto, senza sottolineare il grande lavoro di squadra che è stato fatto su tutto il territorio nazionale in particolare da parte dei Lgt Governatore, dal Segretario e dal Segretario Aggiunto, dal Tesoriere, e non ultimo dall’immediato Past Governatore Benito Verrina, prodigo di consigli e di disponibilità, e soprattutto del Governatore Eletto, vero braccio destro in questa nostra operazione, la cui collaborazione è stata quotidiana e fattiva, collaborazione che auguro anche a lui per il bene del Distretto negli stessi termini da parte del prossimo governatore eletto.
E mi sia concesso infine di ringraziare, per lo sforzo organizzativo di questa Convention, gli amici della X Divisione, e del Club di San Marino in particolare, il Lgt. Generale Renato Spadavecchia, il Chairman Mario Checchi, la Presidente Eleonora Marchi, le Past President Edgarda Gai e Biancamaria Toccagni e tutti gli amici e le amiche del Club di San Marino e quanti da mesi, in vario modo, vi hanno collaborato. Grazie.

Rino Ussia

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IL CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE DEL KIWANIS JUNIOR DISTRETTO ITALIA A. S. 2006-2007

FRANCESCO GARAFFA
Governatore

GIUSEPPE PAGOTO
Governatore Eletto

ANNA LENA
Immediato Past Governatore

ROSANNA GIULIANI
Segretario

TIZIANA BELLO
Tesoriere

FRANCESCO DI GIOVANNI
Luogotenente A

SERGIO GIUMMO
Luogotenente B

LEDA PACE
Luogotenente C

CRISTINA LO SCHIAVO
Luogotenente D

ELVIRA IANNI
Luogotenente E

LEONARDO ROSSELLI
Luogotenente F

VINCENZO SICLARI
Adviser

SAVERIO GERARDIS
Addetto Stampa

RICCARDO CANNAVÒ
Chairman del Service

ANTONELLA CAFARELLI
Segretario Aggiunto

GIUSY CAMINITI
Chairman delle Manifestazioni

FRANCESCO ALBINO
Webmaster
 

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