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Service 2006-2007

RELAZIONE PROGRAMMATICA PER
L'ANNO SOCIALE 2006-2007
DELLO YOUTH GOVERNATORE
FRANCESCO GARAFFA
Come Governatore del Kiwanis Junior Distretto Italia mi pongo degli
obiettivi relativi alla semplificazione del Distretto, all’espansione,
alla visibilità, ai rapporti Distretto-Club e ai rapporti
Kiwanis-Kiwanis Junior e alla realizzazione dei service distrettuali.
Per prima cosa voglio premettere che nella gestione dell’anno sociale
legherò il più possibile la mia direzione alla collegialità delle
decisioni, coinvolgendo e responsabilizzando sistematicamente tutti i
membri del C.d’A., dando il giusto spazio al Comitato dei Past
Governatori, e mantenendo contatti costanti con i Luogotenenti
Francesco Di Giovanni (Interdivisione A), Sergio Giummo
(Interdivisione B), Leda Pace (Interdivisione C), Cristina Lo Schiavo
(Interdivisione D), Elvira Ianni (Interdivisione E) e Leonardo
Rosselli (Interdivisione F).
In questo compito avrò la fortuna di potermi avvalere di tre ottimi
Past Presidenti Rosanna Giuliani Segretario del Distretto, Tiziana
Bello Tesoriere del Distretto e Antonella Cafarelli Segretario
Aggiunto del Distretto.
Riguardo alla semplificazione del Distretto, nella premessa che
il KJ DI ha approvato da circa tre anni un nuovo Statuto, molto più
attuale e funzionale del precedente, ma che risulta non essere stato
ancora definitivamente approvato dal Kiwanis International, ritengo
giusto attivare una commissione distrettuale per la realizzazione di
un Regolamento Distrettuale che, accogliendo le regole già individuate
nel nuovo Statuto, sia in grado di formalizzare tutte quelle
consuetudini e norme non scritte che regolano di fatto già le attività
distrettuali e contemporaneamente possa dirimere, con soluzioni
approvate dall’intero Distretto, tutte quelle situazioni non
chiaramente regolamentate. Nella commissione che sarà nominata
all’interno del primo C.d’A. saranno coinvolti rappresentanti di tutte
le Interdivisioni, con preferenza per i soci con maggiore anzianità, e
per velocizzare l’operato della commissione, la stessa lavorerà anche
senza riunire fisicamente tutti i componenti, in modo di giungere al
più presto alla stesura del Regolamento.
Molto spazio verrà dato alla formazione dei Kiwaniani con
l’organizzazione di due Training Distrettuali. Nei training lo scopo
principale sarà quello di far conoscere soprattutto ai nuovi soci le
regole e il modus agendi del Kiwanis Junior Distretto Italia, puntando
molto sulle esperienze organizzative personali dei relatori e
lasciando molto spazio agli interventi e alle domande dei soci
iscritti ai training. In tutto ciò indispensabile sarà l’operato del
Chairman Distrettuale delle Manifestazioni il Past Luogotenente
Interdivisione D Giusy Caminiti.
In relazione all’espansione del Distretto va rilevato che se da
un lato vi è una costante, sebbene non frequente, chiusura di alcuni
club, negli ultimi due anni si è assistito alla nascita di un buon
numero di nuovi club, in particolare in zone geografiche in cui vi era
una totale assenza di Kiwanis Junior.
Il merito di questa nuova tendenza va rilevato principalmente nel
rinnovato interesse, in primo luogo a livello distrettuale, da parte
del Kiwanis alla nascita di Kiwanis Junior Club. Certamente di eguale
importanza è stata la concretezza dell’operato del Distretto Kiwanis
Junior.
Attualmente esistono 28 club, tre di nuovissima formazione e due o tre
in situazioni piuttosto difficili e a rischio chiusura. Ci sono
comunque buone prospettive per l’apertura a breve di altri club. La
maggior parte dei club si trovano in Sicilia e in Calabria, nel resto
d'Italia ci sono due club nel Lazio, quattro in Toscana e due in
Piemonte-Lombardia. Obiettivo del Distretto è la formazione di almeno
un nuovo Club in ogni Interdivisione.
In ordine alla visibilità l’input che il Distretto rivolge a
tutti i Club è di mantenere rapporti costanti con la stampa, di
nominare un Addetto Stampa che svolga effettivamente il suo ruolo, di
rivolgersi con regolarità alle Istituzioni per chiedere il patrocinio
delle stesse ed arrivare ad essere un punto di riferimento per le
stesse Istituzioni. Il Distretto invita, inoltre, i Club ad
organizzare attività che vengano ripetute ogni anno in modo da
risultare sempre più note alla cittadinanza, fino a diventare attese.
Allo scopo di avere maggiore visibilità interna al circuito kiwaniano,
il Distretto si avvale di un sito web ottimamente gestito dal Past
Governatore Francesco Albino e in costante contatto con il sito Web
del Distretto Kiwanis grazie alla preziosa collaborazione con il
Webmaster Rosalba Fiduccia.
Inoltre su iniziativa dell’Addetto Stampa Distrettuale Saverio
Gerardis viene redatta una newsletter inoltrata a tutti i soci
kiwaniani in cui vengono raccolti tutti gli articoli inviati da tutti
i Kiwanis Junior Club.
Contemporaneamente esiste una newsletter seguita dal Chairman
Distrettuale del Service Riccardo Cannavò che aggiorna tutti i soci
sui progressi dei service distrettuali.
Per un Distretto efficiente serve un efficiente e costante sistema
di comunicazione tra Distretto e singoli Club.
Oltre ai mezzi sopra indicati il Kiwanis Junior Distretto Italia ha
deciso di utilizzare come mezzo primario per le comunicazioni le
e-mail e il sito web. L’utilizzo delle e-mail consente di inoltrare le
informazioni a tutti i soci e non solo ai Presidenti e l’archiviazione
di tutte le comunicazioni sul sito, insieme alla disponibilità sullo
stesso sito di tutto quanto riguarda il Kiwanis Junior dallo Statuto,
alla Directory, alle foto di tutti gli eventi, consente di rendere
visibile a tutti i soci l’operato del Distretto e dei singoli Club. La
presenza di un forum in cui giornalmente scrivono soci dei vari Club
d’Italia favorisce la conoscenza e l’amicizia all’interno del Kiwanis
Junior.
La realizzazione dei service distrettuali è poi il fiore
all’occhiello del Kiwanis Junior.
Negli ultimi tre anni il Kiwanis Junior si è occupato del service
“Tutti a scuola da Giovanni e Paolo”, sono stati cioè raccolti i
fondi necessari per la costruzione in Niger di una scuola elementare
intitolata alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Senza
entrare nei dettagli contenuti nella relazione allegata, la cosa più
importante da rilevare è la dimostrazione che il Distretto ha
dimostrato di saper realizzare i service che predispone. E questo
anno, essendo stato già realizzato questo sogno, il Kiwanis Junior ha
scelto un nuovo sogno da inseguire.
Il service che il Kiwanis Junior Distretto Italia inizia quest’anno
s’ispira all’essenza stessa del Kiwanis Junior Distretto Italia e alla
figura di Giovanni Paolo II.
Il Kiwanis si distingue, tra i club service, per essere l’unico club
che ha come obbiettivo principale il mettersi a servizio dei bambini
del mondo (Serving the children of the world).
Il Kiwanis Junior Distretto Italia deve essere dunque un insieme di
club formati da giovani che unendo le loro forze cercano di aiutare i
bambini che si trovano in difficoltà, sul territorio nazionale come
all’estero.
Il Service Distrettuale si ricollega alle parole dello scomparso Santo
Padre Giovanni Paolo II rivolte ai giovani che lui ha sempre amato
tanto “Io vi ho chiamato e voi siete venuti” e
contemporaneamente il suo legame con i bambini in difficoltà, con i
bambini malati, che andava sempre a trovare e a confortare.
Soprattutto i bambini sofferenti con patologie gravi e incurabili,
quali i tumori, erano sempre nei suoi pensieri anche quando lui stesso
era malato e ricoverato all’ospedale. Da queste premesse nasce l’idea
del progetto di service 2006-2007. Il Distretto Italia, a partire
dal presente anno sociale, inizierà una fattiva collaborazione con
l’Associazione Kim con sede in Roma. L’Associazione Kim si
costituisce nell’aprile 1997. I Soci fondatori, tutti provenienti dal
mondo del volontariato educativo e con esperienza di cooperazione
internazionale, fanno propria la missione dell’impegno concreto nello
scenario delle emergenze minorili. La scelta di metodo è sin
dall'inizio quella di intervenire a sostegno delle emergenze sanitarie
per risolvere le problematiche di minori gravemente ammalati, che
vivono in Italia o all’estero in condizioni di disagio o in paesi le
cui strutture sanitarie non consentono interventi terapeutici
adeguati. La Kim si attiva così per consentire la loro
ospedalizzazione e per garantire la necessaria assistenza sanitaria,
psicologica e morale ai bambini ed alle mamme che li accompagnano.
L’Associazione sceglie la denominazione Kim, personaggio di uno dei
più noti racconti di Rudyard Kipling, volendo identificare in esso il
sogno di tutti i bambini ed i ragazzi di essere protagonisti della
propria vita anche e specie quando questa non li ha forniti delle
carte giuste per entrare nel suo “Gioco”. Kim diventa così un forte
obiettivo dichiarato: adoperarsi perché i piccoli colpiti dalla
sventura della malattia o da quella della devianza, possano comunque
godere della bellezza della vita e, a pari dignità con tutti, poter
scoprire e realizzare le loro aspirazioni.
La Casa di Kim è il centro di accoglienza per i bambini presenti a
Roma per cure mediche e per le loro mamme. E’ così il cuore delle
iniziative dell’Associazione ed il luogo di incontro ed impegno dei
volontari. Collaborando con questa associazione si potrà contribuire a
regalare dei sorrisi a tanti bambini malati gravemente, e, in molti
casi, a salvare loro la vita.
L’obiettivo primario del service è la raccolta dei fondi necessari
per la costruzione all’interno della casa di un parco gioco per
consentire ai piccoli ospiti di rimanere bambini e godere la
spensieratezza della loro giovane età. L’ammontare previsto per la
realizzazione dei lavori necessari è di circa diecimila Euro, una
cifra ben povera se paragonata ai sorrisi dei bambini che passeranno
dalla Kim…
Raggiunto il primo obiettivo, qualora vi fossero ulteriori fondi
disponibili, il Distretto si pone nella condizione di poter
intervenire con altri aiuti, per altre esigenze della Casa, quali
strutture mediche o comunque destinate a migliorare il soggiorno e la
vita stessa dei piccoli ospiti della Casa di Kim.
I club non vengono onerati dell’organizzazione di attività specifiche
ma sono lasciati liberi di raccogliere i fondi come meglio credono,
ognuno con la propria sensibilità e specifica posizione nel proprio
tessuto sociale, tutti insieme per sensibilizzare l’opinione pubblica
alla tutela dei bambini malati.
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